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I candidati UDC a Poschiavo: un successone

Elio Paganini, il principale fautore del movimento dei simpatizzanti UDC della Valposchiavo, ha potuto salutare nella sua valle ben 6 candidati UDC al Consiglio nazionale per il Cantone dei Grigioni. I sei candidati sono stati accompagnati dal Consigliere agli Stati uscente Christoffel Brändli, il quale ha affermato l’importanza per il Cantone dei Grigioni di poter avere esponenti nel gruppo parlamentare dell’UDC, il più numeroso e quindi molto influente nella politica federale. In questo senso Brändli ha ricordato la nuova classificazione delle strade dei Grigioni, grazie alla quale il nostro Cantone ogni anno risparmia decine di milioni di franchi per il mantenimento di alcune delle sue strade principali. Questo obiettivo non l’avrebbe raggiunto se non avesse avuto il sostegno della frazione più forte.

Jon Peider Lemm (lista 4), il presidente dell’UDC grigionese, ha sottolineato il progressivo consolidamento dell’UDC grigionese, dopo la scissione avvenuta nel 2008. Costata con soddisfazione che il movimento UDC grigionese cresce in modo compatto, tra l’altro anche in Valposchiavo. Lemm ha pure messo in evidenza il principio dei diritti fondamentali dei comuni e delle piccole entità nel nuovo discorso di organizzazione delle competenze territoriali e auspica che non ci sia l’imposizione né di fusioni né di aggregazioni.

Heinz Brand (lista 1) si è concentrato sulla politica migratoria e sui problemi strutturali che ne sorgono; intasamenti del traffico, strutture scolastiche affollate, ospedali strapieni, penuria di abitazioni, aumento della disoccupazione anche in periodi di alta congiuntura. Brand reputa necessario poter riprendere il controllo della politica di immigrazione. Oggi purtroppo l’accordo sulla libera circolazione delle persone, unitamente all’accordo Schengen (collaborazione con le polizie estere) e all’accordo Dublino (politica migratoria), priva la Svizzera della competenza di controllare i flussi migratori.

Agnes Brandenburger (lista 4) ha posto l’accento sulla politica familiare dell’UDC. Ha innanzitutto affermato che il destino dello stato dipende dalla famiglia. Ha però ricordato che il valore della famiglia tradizionale è messo in discussione da forme di famiglie alternative. Agnes Brandenburger ha insistito sul ruolo fondamentale della famiglia nel campo dell’educazione dei figli. Ha esposto pure l’iniziativa dell’UDC per le famiglie, la quale chiede agevolazioni fiscali per i genitori che si occupano loro stessi dell’educazione dei bambini, rinunciando per esempio a svolgere un’attività lucrativa.

Valérie Favre Accola (lista 1) si è soffermata sul minaccioso aumento delle attività criminali anche in Svizzera, dove le vittime sono spesso le donne e i bambini. Considera che le pene per atti di violenza sono troppo leggere e costata con rammarico che il 70% delle persone coinvolte in delitti a sfondo sessuale non sono mai finite in prigione. Costata pure che il 70% di tutte le persone recluse in Svizzera sono stranieri. Esige che il diritto penale debba essere reso più severo. Nel campo dell’educazione ha parlato pure del progetto di voler educare alla sessualità già all’età di 5 anni. Un progetto che l’UDC combatte con determinazione.

Livio Bundi (lista 4) ha spiegato il problema legato all’evoluzione del diritto, in cui la popolazione ha sempre meno da dire. Bundi e naturalmente tutta l’UDC si oppongono a questa tendenza, in cui si tenta di escludere il popolo dalle decisioni sulle nostre leggi. Questo accade spesso quando il nostro diritto (quello nazionale) contrasta con il diritto internazionale. In questi casi i nostri giuristi danno con troppa facilità la precedenza al diritto internazionale e quindi escludono il popolo elvetico dall’ambito decisionale. Livio Bundi si impegna per l’autodeterminazione e per il rispetto della volontà popolare.

Livio Zanolari (lista 4) ha insistito sulla necessità di non cedere alle pressioni dell’Unione europea, che vuole imporci l’evoluzione del proprio diritto. Questo è anche il motivo che hanno spinto Zanolari ad aderire all’UDC e a mettersi a disposizione quale candidato. Il candidato poschiavino ha ricordato come la Svizzera sia sempre stata sotto pressione da parte delle forze politiche estere; per esempio nel 1848 quando la Svizzera si donò una costituzione che dava al popolo l’ultima parola. Questo non piaceva alle potenze (in buona parte monarchie) che ci circondavano. Ora la storia si ripete. Zanolari insiste sul fatto che non si può scendere a compromessi quando ne va della sovranità del Paese.

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