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Livio Zanolari: È necessaria una nuova politica estera

La nostra politica estera ha urgente bisogno di essere riveduta. Le dimissioni della Presidente della Confederazione, Micheline Calmy-Rey, creano le condizioni ideali per correggere il tiro. Vanno ridefinite in particolare le relazioni con l’Unione Europea, poiché le nostre autorità federali recentemente hanno assunto un atteggiamento servile nei confronti dell’UE. Ogni qualvolta l’UE presenta rivendicazioni la nostra Presidente della Confederazione e l’intero Governo fanno di tutto per assecondare la richiesta. Questo atteggiamento denota una posizione remissiva, che indebolisce il nostro Paese. Le richieste dell’UE non sono delle banalità. L’UE vuole regolare la questione del legame istituzionale. Vuole che la Svizzera riprenda automaticamente il diritto europeo. Vuole farci accettare i tribunali dell’UE. Chiede con insistenza alla Confederazione aiuti finanziari. Insiste sullo smantellamento del nostro segreto bancario. Di fronte a tutte queste richieste la nostra Presidente della Confederazione rende evidente l’evoluzione continua del diritto europeo e l’esigenza che la Svizzera si leghi a questa dinamica. Le dispiace inoltre che le nostre relazioni con l’UE si basino solo su contratti internazionali classici. Questa situazione non piace all’UE, ma il nostro Governo, invece di difendere questa prerogativa, lavora per trovare una soluzione globale e unitaria, la quale comporterebbe il legame istituzionale e l’obbligo per la Svizzera di riprendere automaticamente il diritto europeo. Io sono invece molto lieto che i nostri contratti con l’UE siano “solo” tradizionali e classici (ad eccezione, purtroppo, di Schengen e Dublino). Oggi, alla luce dell’incertezza e della scarsa efficacia delle istituzioni europee, possiamo ringraziare il cielo che i contratti che regolano le relazioni con l’UE non siano soggetti alla volontà dell’apparato amministrativo europeo. Grazie alla nostra indipendenza e alle nostre istituzioni ancora “controllabili” siamo riusciti a rafforzare la concorrenzialità della nostra economia sul mercato mondiale e a curare con successo le relazioni con i nostri partner all’estero. Ora (finalmente) abbiamo l’occasione di opporci al legame istituzionale e di evitare la perdita dei nostri valori fondamentali come la democrazia diretta e il federalismo. L’avvicendamento in Consiglio federale ci offre su un piatto d’argento la possibilità di correggere la nostra politica estera e di riaffermare la nostra indipendenza. Questo sarà possibile solo se mutano i rapporti di forza nel Parlamento e nel Governo. Il cambiamento lo possiamo avviare tutti noi, facendo il primo passo, il prossimo 23 ottobre, alle urne. Livio Zanolari, Candidato UDC al Consiglio Nazionale, Coira

Zeit für einen Neubeginn

Die Schweizer Aussenpolitik braucht dringende Korrekturen. Der Rücktritt der Bundespräsidentin Micheline Calmy-Rey bietet nun die Gelegenheit, die Position der Schweiz international neu zu definieren, insbesondere in Bezug auf die Beziehungen mit der Europäischen Union. Gegenüber den EU-Forderungen haben die Bundespräsidentin und der Bundesrat leider die Haltung des kontinuierlichen Anpassens eingenommen. Die Hauptforderungen der EU gegenüber unserem Land sind einschneidend: Institutionelle Bindung der Schweiz an die EU, automatische Übernahme des EU-Rechts, Akzeptanz einer gemeinsamen Gerichtsbarkeit, regelmässige finanzielle Hilfe, Lockerung des Bankkundengeheimnisses, usw. Bei jeder Forderung der EU bedauert die Bundespräsidentin, dass die Beziehungen zwischen der Schweiz und der EU nur traditionell durch klassische internationale Verträge geregelt sind. Lieber hätte sie dynamische Verträge, die die sogenannten „supranationalen Elemente“ enthalten. Diese Denkhaltung scheint den Gesamtbundesrat nicht zu stören. Im Gegenteil: Die Bundesräte wollen einen globalen und gesamtheitlichen Ansatz, der zur institutionellen Bindung führen wird. Glücklicherweise haben wir mit der EU zurzeit „nur“ klassische Abkommen (mit Ausnahme von Schengen und Dublin). Wir können froh sein, dass fast alle Verträge der Schweiz mit der EU sich nicht nach dem Willen von Bruxelles dynamisch entwickeln. Dank unserer Unabhängigkeit und den überschaubaren Institutionen können wir die Wettbewerbsfähigkeit unserer Wirtschaft auf dem Weltmarkt sowie die Beziehungen mit unseren ausländischen Partnern erfolgreich selbst bestimmen.

Gegen die schleichende institutionelle Bindung der Schweiz an die EU und die darauffolgende automatische Übernahme des EU-Rechts müssen wir Widerstand leisten. Es kann nicht sein, dass die Schweiz eines Tages durch die EU bevormundet wird. Den ersten und entscheidenden Schritt für eine souveräne und starke Schweiz und für einen Neubeginn der Aussenpolitik können wir bereits am 23. Oktober machen, an der Urne.

Livio Zanolari, Nationalratskandidat SVP, Chur

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